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Uscì sottobraccio all'avvocato. Avevano vinto ed entrarono nel caffè a bere qualcosa. In via Cavour non c'era nessuno e solo le luci illuminate dei due caffè mettevano segni nella notte.

Giovanni Arpino

da “Regina di Cuoi”

 

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Il Caffè Boglione


Il locale fu aperto nel 1847 da una famiglia di produttori di vino braidese, ed ebbe il suo momento di massimo fulgore a cavallo fra i due secoli, con la gestione di Enrico Boglione. A lui si deve anche la costruzione del primo cinema cittadino in via Cavour, che inaugurò intorno agli anni Venti come evoluzione di quell'improvvisato tendone circense nel cortile interno del locale, che Enrico chiamò “arena”.

Dopo di lui la gestione passò al suo eccentrico figlio, Giovenale, che fino agli inizi degli Cinquanta si divise fra il bar, la passione per il cinema e il teatro ereditata dal padre, e le frequenti battute di caccia nei boschi circostanti Bra, come testimonia un raro filmato d'epoca recuperato dall'Istituto Storico di Bra e dei braidesi.

Antico Caffè Boglione dal 1847

Nel corso degli anni Cinquanta la gestione del caffè passa ai Comino, ed è con questo nome che lo ritroviamo nelle frequenti citazioni di Giovanni Arpino, che ne era un assiduo frequentatore.
È il tempo del biliardo, delle infinite partite a carte, della ricerca di un guscio che protegga dall'aria insalubre che le concerie immettevano nelle vie di Bra, rendendole infrequentabili.

Poi, è un rutilante susseguirsi di gestioni “mordi e fuggi”, sempre all'insegna di un clima che non fu mai “per tutti”, e specialmente non fu mai “per le donne”: qui si viene a giocarsi la cascina al tavolo del fumo, dell'oca, dello scopone scientifico e di una serie infinita di giochi nati e morti fra questa boiserie, annerita da migliaia di sigarette e salvaguardata, intorno agli anni Settanta, da chi pensò di ricoprirla con una vernice nautica, in parte rovinandola per sempre, in parte preservandola intatta fino ai giorni nostri.

Da bar chiuso in se stesso e ombroso, dove le persone “per bene” se ne tenevano alla larga e nelle cui stanze i soldi passavano di tasca in tasca rimanendo ostinatamente braidesi, dobbiamo all'ultima gestione di John Corsi la prima ristrutturazione “luminosa” e rispettosa della storia (anche) belle epoque di un bar che conserva specchi, legni, archi e decorazioni di fine Ottocento.

E adesso tocca a noi. Che con grande rispetto e devozione ci avviciniamo a questi oltre 160 anni di storia, sperando di renderle onore.

Ci piacciono i piatti semplici, a base di materie prime del territorio. Ci piacciono i vini non eccessivamente barricati e i rum autentici, che dicono la verità su quel che promettono in etichetta (per intenderci, l'Havana 7 non ha sette anni, ma a malapena 7 mesi). Ci piacciono l'arte e la letteratura in generale, ma daremo spazio specialmente a quella piemontese e braidese. Ci piacciono le riviste di enogastronomia ma non quelle che danno i punteggi su vini e piatti: ci piace la discussione, l'analisi, la comprensione, non i professorini con la matita rossa. Ci piacciono le persone garbate, quelle che si prendono tempo per capire un vino o un piatto e che non si abbuffano agli aperocena. Una cosa è l'aperitivo, e una cosa è la cena. E non ci piace la tv.


Antico Caffè Boglione dal 1847 Antico Caffè Boglione dal 1847
     
 

Antico Caffè Boglione

Via Cavour 12
12042 - BRA (Cn)
Tel: 0172 1808819
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